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Bolentino Costiero

BOLENTINO COSTIERO E DI MEDIA PROFONDITA’

Note generali
Il Bolentino, in base alla profondità del fondale su cui viene praticato, può essere distinto in:
1. Bolentino costiero (15/30 metri di profondità)
2. Bolentino di medio fondale (30/70 metri di profondità)
3. Bolentino di profondità (oltre i 100 metri di profondità)
Ovviamente ognuna di queste tecniche richiede attrezzature, ma soprattutto lenze, diverse. L’elemento però che determina in modo sostanziale la possibilità della loro attuazione è l’ imbarcazione. Infatti, per raggiungere fondali significativi occorre allontanarsi dalla costa, salvo i pochi casi in cui si hanno elevate profondità sotto costa. Questo di conseguenza richiede imbarcazioni adeguate.
Prede
Pagello fragolino, Marmora, Sarago, Tanuta, Orata, Sgombro, Sugarello, Gallinella, Triglia, Scorfano, Occhiata
Tecnica
Varia a seconda delle specie insidiate.
Periodo
Inizio autunno – fine inverno
Esche
L’innesco dell’esca viene generalmente effettuato utilizzando il verme sull’amo più basso (quello a fondo) e esca bianca (cannello, mazzancolla, strisciolina di seppia o calamaro) su quelli sopra.
E’ inoltre possibile inserire sul bracciolo delle perline fosforescenti. Di seguito un tabella di correlazione esca/specie in base al periodo dell’anno.
Attrezzatura
Canna – Elemento fondamentale è costituito dalla sensibilità del cimino. Le canne da bolentino devono infatti da un lato essere capaci di sopportare piombature spesso considerevoli, generalmente dai 50 ai 300 grammi (per il bolentino di medio fondale), ma allo stesso tempo avere un cimino capace di riportare ogni toccata del pesce. Ottime sono le soluzioni con cimino intercambiabile con diverse potenze (generalmente uno sui 50/100 grammi ed uno sui 150/250). Per il bolentino di profondità occorrono invece canne specifiche.
Mulinello – Generalmente sono adatti mulinelli di misura 5000/8000 (questo in considerazione della loro capacità di imbobinare filo). Elementi fondamentali sono la resistenza alla salsedine, un ottimo rapporto di recupero, l’essere utilizzabili con il multifibra e non da ultimo il peso. Spesso tali mulinelli sono pesanti ed il loro uso, nell’arco di una giornata di pesca, si fa sentire. Per gli alti fondali ci deve orientare verso i mulinelli elettrici.
Lenza madre – Sicuramente da preferire su tutti è il multifibra. I suoi vantaggi sono notevoli. Maggior carico di rottura, per cui a parità di carico possiamo imbobinare più metri ed avere una resistenza in acqua inferiore. La sua elevata rigidità aumenta sensibilmente la possibilità di avvertire la toccata del pesce.
Ami – Devono essere di misura proporzionata alla preda che si intende insidiare.
Piombi – A pera o a goccia, plastificati e con girella inserita nel corpo del piombo. La grammatura deve essere proporzionata in base alla profondità a cui si intende pescare ed alla corrente presente. La grammatura ottimale è quella minima che, in considerazione delle 2 variabili sopra dette, riesce a tenere la lenza in verticale con il piombo sul fondo. Se si pesca a mezz’acqua vale comunque il principio della lenza in verticale.
Lenza
Lenza madre – in multifibra 10/18 libbre
Terminale – primo tratto T1 in fluorocarbon 0,30/0,40 di 10 metri circa e secondo tratto T2 (detto trave) in fluorocarbon dello 0,20/0,30 di 1/2 metri su questo vengono montati i braccioli, anch’essi in fluorocarbon con diametro dello 0,18/0,26. Si lega alla lenza madre T1 mediante nodo. Questo potrà essere un nodo di sangue, un UNI o un FG-Knot (vedi sezione “nodi di giunzione”). Alla parte terminale di T1 si collega una girella e di seguito T2. Su T2 vengono montati i braccioli. Questi possono essere legati o con clip. L’uso della clip (pallina sferica con taglio per incastro nella trave) risulta molto utile nel caso di sostituzione del bracciolo. I braccioli (generalmente 2 o 3) avranno una lunghezza di 20/30 cm e saranno distanziati in modo tale che la somma della lunghezza di 2 braccioli sia inferiore alla loro distanza di aggancio al trave. Al termine del trave si lega un moschettone a cui si aggancia il piombo.
Azione di pesca
1.Studio della carta nautica
Per decidere, in base alle prede che vorremo insidiare, su che tipo di fondale andremo a svolgere la nostra battuta di pesca è di fondamentale importanza la consultazione preventiva a tavolino della carta nautica. E’ buona prassi individuare 2/3 spot diversi in modo da poterci spostare nel caso il primo individuato non dia gli esiti sperati.
2.Individuazione punto di pesca
Ci avvarremo dell’ ecoscandaglio per individuare nel modo più preciso possibile il punto di pesca in considerazione del fondale individuato sulla carta nautica, e del punto nave ovviamente.
3. Ancoraggio
In modo da tenere la barca sul punto prescelto. Volendo si può anche optare per lo scarroccio il quale presenta alcuni vantaggi ed alcuni svantaggi. I pro sono che possiamo sondare un tratto di mare ampio ma di contro c’è che dovremo continuamente riposizionarci sul punto di partenza per recuperare lo scarroccio dell’ imbarcazione. Un buon sistema può consistere nell’iniziare la battuta di pesca scarrocciando e quando troviamo un punto che rende ci ancoriamo.
4.Calata della lenza
Svolte le due precedenti operazioni possiamo calare la lenza in acqua. Ricordiamo che il bolentino è sostanzialmente una pesca al tocco per cui, canna in mano, lenza tesa e pronti a ferrare quando avvertiamo la toccata del pesce.
Nota: La pasturazione
La pasturazione può essere effettuata mediante l’utilizzo di un semplice retino in cui vengono inserite sarde a pezzi, chiuso e calato alla profondità di pesca. Oppure tramite apposi miti strumenti (sardamatic). E’ da tener presente, comunque, che mentre pescando a galla è più facile mantenere la scia (l’esca galleggia e pertanto si mantiene di per sé alla profondità voluta), pescando a fondo l’apporto è inferiore in quanto risalendo, la scia si disperde, e con essa gli eventuali pesci richiamati. Altra considerazione sulla pasturazione è relativa al momento di inizio. Abbiamo infatti sostanzialmente 2 alternative. La prima consiste nell’iniziare la pasturazione subito in modo da attirare il pesce a noi, la seconda consiste nell’iniziare la pasturazione dopo che si è individuato il punto migliore al fine di tenere i pesci sotto di noi.

Bolentino

 

 

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