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I Nodi per la Pesca

I Nodi per la pesca

I nodi, croce e delizia di ogni pescatore. Quante volte siamo andati a pesca o durante un combattimento con prede importanti chiedendoci…reggerà questo nodo? Ho fatto quello giusto? Di seguito riportiamo i nodi per ami girelle e artificiali e le giunzioni per i nostri terminali tra nylon e multifibra

Nodo UNI per ami ad  anelli

Il nodo UNI per ami ad anello è un nodo adatto sia per ami ad occhiello che per  girelle ed artificiali. E’ un nodo che può avere una tenuta dal 90\% al 100\%. Non è troppo difficile da realizzazione basta un poco di attenzione. Per realizzarlo si passa un capo del filo all’interno dell’anello per un 15/20cm circa, si torna indietro per qualche centimetro formando un cappio e si ritorna all’anello. Con il capo libero si incomincia a fare una serie di spire a salire per almeno 8/12 volte terminate le quali inumidire il nylon e tirare il nodo verso l’occhiello dell’amo. Schema di come fare il nodo UNI

Nodo Palomar

E’ uno dei nodi più affidabili ed utilizzati specialmente nella pesca a Drifting per la sua tenuta e grande resistenza, +/- il 95\% della Resistenza della lenza. E’ di facilissimo da realizzazione specialmente in barca, e’ utilizzabile per  ami, girelle, artificiali. Si realizza in questo modo: Si doppia uno spezzone di filo e si fa passare all’interno dell’anello del nostro amo o girella per un 15-20cm, quindi si chiude all’interno di un ampio nodo semplice. Si prende l’asola, si allarga e si fa passare l’amo o la girella all’interno della stessa, portandola fin dopo il nodo semplice. A questo punto si lubrifica bene il tutto e tenedo l’oggetto e i cappi del filo si tira il tutto(amo e filo) facendo attenzione a non sovrapporre il filo. Tagliare il capo in eccesso e testare il tutto prima di metterlo in pesca. Schema di come fare il nodo Palomar

NODO CROWFORD

Nodo molto semplice da fare che mantiene +/- il 90\% del  carico di rottura e può essere eseguito con ami, girelle e artificiali. Si fa passare il filo all’interno dell’anello e facendolo passare da sotto a sopra  si esegue un otto creando un avvolgimento. A questo punto da sotto si fa passare il capo all’interno al cerchio dell’otto superiore. Inumidire il filo e tirare  il tutto. Si taglia il capo in eccesso controllare e testare il tutto.

schema di come fare il nodo rowford

 

Nodo ad Otto  Semplice

E’ un nodo facile da eseguire e si sceglie prevalentemente quando si impiegano ami molto piccoli difficili da legare con altri nodi, oppure quando non si dispone di una sufficiente quantità di filo a causa di un bracciolo troppo corto.
Composto da due spire avvolgenti non è consigliabile quando si pensa di catturare pesci di rispettabili dimensioni.Si inizia formando all’estremità del filo un nodo semplice a doppia spira.Tirando leggermente i due fili che fuoriescono dal nodo si fanno accostare le spire fino ad ottenere l’avvolgimento dell’anello dando così luogo ad una forma ad otto.Dopo aver bagnato il nodo con la saliva si introduce il gambo dell’amo nell’occhiello più basso della otto e lo si fa penetrare oltre l’incrocio dei fili sino ad uscire dall’altro anello.Tirando leggermente ma con forza il capo del filo ed il corpo di lenza si fanno stringere le spire della otto attorno al gambo dell’amo dando luogo a due avvolgimenti incrociati. Tenendo fermo l’amo ed agendo sul filo più lungo si fa scorrere il nodo contro la paletta la cui sagoma contribuirà a fornire al nodo la forma finale. In ultimo si taglia il capo libero a circa un millimetro dal nodo.

 

 

Nodo senza nodo

E’ un nodo particolare che spesso viene utilizzato nella pesca a Carpfishing, in quanto nello spezzone lungo verrà inserita l’esca, quale boiles, pellet o mais e si crea un asolina dove si inserirà uno stopperino per fermare il tutto. Si esegue con gli ami ad anello,  e la realizzazione richiede un attimo di attenzione ma è molto semplice.
Iniziamo a passare un capo del filo nell’occhiello dall’interno dell’amo all’esterno. Creiamo un asolina con un nodo a otto. Definita la lunghezza dello spezzone, con il filo interno all’occhiello incominciamo a creare delle spire intorno all’amo in modo che risultino belle strette e il capo con l’asolina sia parallelo all’amo. Il numero delle spire dipende dalla lunghezza dell’amo. Fatta l’ultima spira si inserisce il capo nell’anello dall’esterno verso l’interno.

Schema di come fare il nodo senza nodo

Nodo dei Sei Giri sull’Indice

 

E’ un nodo molto affidabile e ben strutturato, ma la sua realizzazione ha una notevole difficoltà. E’ ottimo per legare ami ad occhiello diritto con fili di notevole spessore, oltre lo 0,50. Usato soprattutto nel Big Game. In questo caso, per rinforzo si utilizza uno spezzone di tubicino di plastica che va inserito nel tratto di filo che avvolge il metallo.Si introduce il capo libero nell’anello facendolo scorrere all’interno per almeno 60 cm. Poi si torna indietro affiancando capo libero e corpo di lenza e trattenendoli con il pollice e l’indice della mano sinistra.Con il capo libero si avvolge l’indice della sinistra con sei od otto spire a scendere, avendo cura che rimangano in posizione fermandole con il pollice che avanza man mano che si formano.Al termine degli avvolgimenti si prende il capo libero e lo si fa passare, a risalire, al di sotto delle spire, nel punto più agevole.Ritirando l’indice si liberano le spire che debbono essere aiutate a distendersi lungo il corpo di lenza fino a che tutte non hanno preso la giusta posizione affiancandosi l’un l’altra in una spirale. Si lubrifica abbondantemente e tirando il capo libero ed il filo contrapposto nell’asola si fanno serrare le spire, che vengono così a creare uno scorsoio perfettamente unito. Si azzucca con la forza il nodo contro l’anello metallico richiamando la lenza principale dopo aver assicurato l’amo ad un appiglio sufficientemente robusto, mentre l’asola scorre nel tratto di tubetto ridotto a misura. Si conclude tagliando il capo libero a tre millimetri dal nodo.

http://www.pescainmare.com/nodi/sei_giri_indice.jpg

 

Nodo Standard a Scendere

E’ un ottimo nodo capace di prestazioni notevoli per tenacità e resistenza, ma non di facilissima esecuzione; infatti nella fase dell’avvolgimento il filo viene ruotato su se stesso ed assume la tendenza ad arricciarsi quando si giunge alla stretta finale. Per limitare l’inconveniente occorre usare una buona quantità di filo in modo che la torsione venga meglio distribuita.

1) Si forma sul filo terminale un anello di almeno quindici centimetri di diametro e lo si affianca al gambo dell’amo nel tratto in cui i fili si trovano paralleli.2) Con l’indice ed il pollice della mano sinistra si tiene l’estremità del gambo con la paletta ed i fili affiancati, quindi li si avvolgono a scendere per almen0 cinque volte con il tratto di anello la cui prosecuzione è costituita dal capo libero.3) Tenendo ferme le spire in modo che non si accavallino, e dopo avere ben lubrificato, si richiama la lenza principale fino a che il grande anello non è passato tutto al di sotto delle spire avvolgenti.4) Agendo ora in modo contrapposto sul corpo di lenza e sul capo libero si fanno serrare bene le spire, quindi si fa addossare il nodo alla paletta e si completa la stretta finale ripetendo la trazione contrapposta dopo avere assicurato il capo libero nelle ganasce delle pinze. Si conclude tagliano il capo libero a due millimetri dal nodo.

Continua…..

 

NODI DI GIUNZIONE

 

Nodo Albright

Il nodo Albright è finalizzato alla congiunzione di grossi terminali con lenze piuttosto sottili e può essere utilizzato sia con monofili di nylon che con nylon e multifibra. La sua validità è tale da conservare sempre un carico di rottura compreso fra il novantacinque ed il cento per cento del filo più debole impiegato.1) Si inizia raddoppiando il filo di spessore maggiore per almeno dieci centimetri, poi lo si affianca all’altro a circa venti centimetri dall’estremità facendo si che il filo fine venga a trovarsi in mezzo ai due grandi.2) Tenendo i tre fili in posizione si prende il capo libero del filo sottile e lo si avvolge, con delle spire a scendere, attorno ai tre fili affiancati. Man mano che si scende si tengono ferme le spire in modo che rimangano parallele. Si costruiscono così da un minimo di dodici ad un massimo di venti avvolgimenti.3) Al termine degli avvolgimenti si prende il capo libero e lo si fa passare all’interno dell’asola formata dal filo più grande, portandolo ad affiancarsi al rispettivo corpo di lenza.4) Dopo aver lubrificato mantenendo le spire in posizione, queste si fanno scorrere fino a circa tre millimetri dalla fine dell’asola. Si tira allora il capo libero della lenza sottile cominciando a far stringere le spire in prossimità dell’asola in modo che non la superino. Si passa a tirare il corpo della lenza sottile facendo scendere anche le spire alte. Si prosegue tirando alternativamente il capo libero ed il corpo di lenza fino a che tutte le spire non si sono ben strette. Si conclude tagliando i due capi liberi molto vicino al nodo.         

 

Iehttp://www.pescainmare.com/nodi/Albright.jpg

Nodo di Sangue su Lenza Doppiata

Esiste ancora un’altra versione del nodo di sangue ed è quella che prevede la doppiatura della lenza più sottile. Questa versione del nodo è indicata quando i due fili da legare hanno diametri diversi. La doppiatura della lenza sottile ed il diverso numero delle spire andranno a compensare il cospicuo scarto fra i due fili dando quindi luogo ad un nodo omogeneo, armonico, soprattutto nel volume, ed in grado di conservare dal 92 al 98\% del carico di rottura della lenza più debole.1) Si raddoppia la lenza fine per un buon tratto e la si va ad affiancare all’estremità della lenza più grossa.2) Con la testa dell’asola della lenza sottile si avvolge la lenza grossa con cinque spire, poi tornando indietro la si fa passare nel punto in cui i fili cominciano ad incrociarsi.3) Si ripete l’operazione con il capo libero della lenza grossa ma eseguendo solo tre spire.4) Si tesano i fili uscenti dall’incrocio, si lubrificano, quindi si tirano con forza i due corpi di lenza contrapposti. Si conclude tagliando i fili eccedenti ad un millimetro dal nodo.

http://www.pescainmare.com/nodi/sangue_lenza_dopp.jpg

Nodo di Sangue per Terminale

Il nodo di sangue è uno dei nodi più adatti per unire due lenze di diametro simile. Se eseguito correttamente è in grado di conservare dall’ottanta al novantacinque per cento del carico di rottura della lenza più debole.1) Si inizia affiancando le due lenze per circa venticinque centimetri.2) Tenendo ferma una delle due lenze con il capo libero dell’altra la si avvolge creando da cinque a sette spire. Poi si porta indietro il capo libero e lo si fa passare attraverso il punto in cui le lenze hanno cominciato ad incrociarsi.3) Tenendo i fili in posizione si ripete l’operazione con l’altro capo libero creando le spire e riportandolo ad attraversare il punto di incrocio, ma passando dalla parte opposta a quella da cui era passato il primo.4) Si lubrifica e tirando i due capi liberi si portano le spire ad accostare; quindi si completa la stretta agendo lentamente ma con forza sui due corpi di lenza contrapposti. Si conclude tagliando i due fili in eccedenza a un millimetro dal nodo.

http://www.pescainmare.com/nodi/N_sangue_per_terminale.jpg

 

Nodo Uni Big Game

Nel big-game la doppiatura del tratto terminale di lenza è una necessità da cui non si può prescindere e, anche se vi sono alcuni nodi specifici per realizzarla, talvolta si può ricorrere al nodo Uni per la maggiore semplicità di esecuzione oltre che per la garanzia di disporre di un carico di rottura compreso fra il novanta ed il cento per cento della lenza annodata.1) Si comincia tagliando una quantità di filo sufficiente a formare la doppiatura di lenza e se ne annodano le estremità con un nodo semplice; poi si mette a doppio anche il corpo di lenza per almeno quaranta centimetri.2) Si affiancano i fili raddoppiati e, con il capo annodato, si realizza un nodo base uni a quattro spire che va ad avvolgere il corpo di lenza ed il relativo capo libero accostando le spire.3) Con l’asola costruita dal corpo di lenza si costruisce un secondo nodo base Uni a quattro spire che va ad avvolgere la doppiatura di lenza accostando le spire.4) Si lubrifica molto bene, quindi si agisce con forza sui fili della doppiatura di lenza e su quelli rappresentati dal corpo di lenza e dal suo capo libero fino a che i due nodi non si sono azzuccati al massimo l’uno contro l’altro. Si tagliano le parti in eccedenza molto vicino al nodo.

http://www.pescainmare.com/nodi/Uni_\%20big_game.jpg

Nodo Doppio Uni  o UNI to UNI

Il nodo Double Uni, noto anche come Uni to Uni, è facile e veloce da eseguire anche in pesca, ed è ottimo per unire trecciato e finale in fluorocarbon:

1) – Con il fluorocarbon facciamo un nodo semplice  sul trecciato (il classico overhand), eseguito però con 3-4 avvolgimenti come da figura.2) – Chiuso il nodo senza esagerare con la forza, eseguiamo la stessa procedura col trecciato, facendo però sino a 8-10 avvolgimenti.3) – Chiuso sommariamente anche il nodo fatto col trecciato, tiriamo ora sia il fluorocarbon che il trecciato per far appaiare i due nodi. 4) – Una volta che i due nodi sono appaiati, stringiamo ciascuno a dovere tirando madre e capo libero e tagliamo quindi le eccedenze a circa 3-4 millimetri. Il nodo è finito !

Il nodo Double Uni – Doppio Uni è sicuramente il nodo più facile per legare trecciato e finale. Quando si ha necessità in pesca, sappiamo bene come non sia semplice realizzare i nodi col vento che soffia e col mare mosso che sbuffa. Il Doppio Uni è quindi una valida soluzione visto che garantisce inoltre un carico di rottura almeno del 90\% rispetto al filo più debole.


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