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Lo Spinning in Foce

Lo spinning in foce 

 

 


Lo spinning in mare è una disciplina che sta riscuotendo un crescente successo e sempre più numerosi sono gli appassionati che vi si dedicano. Il successo dello spinning in genere è dovuto alle sensazioni  che questa pesca può dare,sia come catture sia per il contatto con i paesaggi circostanti come scogliere  lunghe passeggiate  su spiagge e lungo i letti dei fiumi.

  

Uno degli ambienti più indicati per questa pesca è la foce dei fiumi,e le spiagge immediatamente circostanti,le foci dei grandi fiumi la faranno da padrona per questa tecnica,ma anche i corsi minori daranno sicuramente delle ottime soddisfazioni per spigole, lecce amia e serra che saranno le specie da noi ricercate.

  

L’azione di pesca viene esercitata da riva o, dove e’consentito dalla barca,che permetterà di sondare le rive del fiume nel migliore dei modi.

foce

  

 

 

  
Per le spigole(Dicentrarchus labrax) sonderemo l’immediato sottocosta dell’ultimo tratto di fiume prima della foce e tutta la costa adiacente. Particolare attenzione andrà riposta nell’osservazione dell'acqua per individuare quei punti dove il flusso della corrente viene interrotto da ostacoli sommersi(tronchi e massi) che possono creare delle zone  che facilitino gli agguati delle spigole in caccia. Teniamo presente che la spigola può nuotare anche in un palmo d’acqua ed attaccare tutto ciò gli capiti a tiro.

  

Le canne da utilizzare (qui si apre un universo) saranno di lunghezza di 6/7 piedi(tra i 180 e 210 cm) con potenza tra le 6 e12/18lb con un'azione di lancio tra 1/4oz.  e 5/8 3/4oz.(da 7gr a 18/21gr)con azione fast o medium/fast. Poi ognuno di noi userà gli attrezzi adeguati al tipo di pesca e alle proprie caratteristiche e anche agli spot che andremmo a frequentare, in grado di trasmettere ogni movimento che imprimeremo al nostro artificiale mediante i piccoli movimenti di polso(jerkate) durante l’azione di pesca. Il recupero sarà relativamente lento,ma di tanto in tanto qualche accelerazione decisa abbinata anche qualche pausa(stop and go) darà sicuramente qualche risultato.

canna da spinning

 

Si possono utilizzare artificiali di dimensioni contenute, sia di superficie che affondanti: popper, wolking the dog, minnows, cucchiaini, jig, pesci e vermoni siliconici.



Gli artificiali da usare sono i classici minnows, angel kiss,blues code,coixedda,bugino,shore line,mommotti,max rap e tantissimi altri(c'e' ne' sono fin troppi),ognuno di noi ha i suoi preferiti. Andremmo a sostituire le ancorette di serie con amo singolo tipo Decoy o simili,(nelle mis.1 e 1/0) per evitare di incagliare i nostri preziosi plastichetti sul fondale roccioso basso,terra di caccia della regina.
Poi ci sono le esche siliconiche (in gergo Gomme)che in molti casi saranno la nostra arma in piu', Ra shad,falcetti,grub, vermoni montati piombati o spiombati,che
quando i nostri plastichetti falliranno, ci daranno qualche bella soddisfazione in piu'.
Armeremo  i nostri siliconi sempre con ami singoli (tipo texas e simili) o con testine piombate di diversa grammatura,anche loro rigorosamente antincaglio,perche le nostre gomme lavoreranno molto spesso a contatto con il fondo roccioso e pieno di ostacoli.

Finder Jerk
 spotter rais


 

Tutta la zona di confine tra l'acqua salata del mare e quella dolce del fiume è buona per le spigole ma anche per i serra e le lecce. Se le prime possono risalire il Tevere per chilometri, i serra e le lecce lo fanno comunque per alcune centinaia di metri.

 

I serra(Pomatomus saltatrix)possono stazionare e pochi metri dalla riva in due metri di fondo come anche abbastanza distante, su fondali maggiori. L’uso della barca diventa quindi molto utile per una continua azione di ricerca del pesce. Dovremo essere in grado di compiere dei veloci spostamenti dettati dall’osservazione di tutti quei segnali che ci possono indicare la presenza di prede. Con un pò di pratica si è in grado di riconoscere la cacciata di un serra anche a decine di metri di distanza. In alcuni casi è invece il volo dei gabbiani a tradire la presenza dei predatori. Il periodo migliore per insidiarlo in  estate inoltrata e nei primi mesi autunnali, quando la temperatura dell'acqua è più alta. L'attività predatoria del serra avviene spesso nelle ore notturne; è quindi organizzeremo le nostre battute di pesca nelle ore che vanno dal tramonto all'alba, momenti questi spesso propizi per la cattura. In alcune zone si possono catturare anche in pieno giorno.

 cattura rapture

 

  Insidieremo questi pesci con attrezzature  medio pesante(canne da 1 oz.) e artificiali di generose dimensioni. Da privilegiare i popper, i wolking the dog(WTD), e long jerk anche di dimensioni generose ad azione floating, da recuperare velocemente e sempre in modo irregolare(accelerazioni e frequenti stop and go). Spesso assisteremo a spettacolari inseguimenti ed attacchi a vuoto.

 

Se saremo bravi e fortunati saremo ripagati dai salti spettacolari di un bel serra che non si vuole arrendere e che spesso si guadagna la libertà slamandosi all’ennesima piroetta a pelo d’acqua. Con questa tecnica si prendono in genere pesci di un paio di chili di media ma di tanto in tanto anche pesci di 4 o 5. Frequenti saranno i “cappotti” ma nelle giornate e nei momenti giusti le catture si ripeteranno con una frequenza sorprendente. Dovremo essere bravi a sfruttare i momenti di attività dei pesci e a non perdere il contatto col branco.

 

 

 

 

La leccia Amia(Lichia amia)è il peso massimo della foce e deve essere affrontata con l’attrezzatura adeguata. Tutto sarà in formato maxi, dalla canna(anche da 2oz.)per poter lanciare molto lontano i nostri artificiali , al mulinello(4000/6000), agli artificiali “over size”. Useremo soprattutto grossi popper, armati con ancorette di generose dimensioni. Si può insidiare anche da riva con attrezzatura adeguata, ma la pesca in barca,vista la diffidenza della leccia ad accostare sottoriva  e’ da preferire. I recuperi saranno di regola ancora più veloci ma sempre molto movimentati ed intervallati con azioni di stop -and-go.

Anche in questo caso la pesca avviene spesso “a vista”, andando in cerca delle scie lasciate in superficie dai pescioni in caccia di cefali o di aguglie.

  

Gli inseguimenti saranno al cardiopalma, col pesce che “annusa” il nostro artificiale fino anche a non più di un paio di metri dalla barca per poi allontanarsi con una possente scodata che crea un gorgo nell’acqua. Altre volte però ci sarà l’attacco e noi ci ritroveremo con la canna tutta piegata, la lenza che esce dal mulinello pur avendo stretto tantissimo la frizione ed un pesce, magari di 20 chili, dall’altra parte della lenza che tira a più non posso.

cattura trabucco

 

Insomma la pesca in foce e' un'alchimia di fattori che molto spesso influiranno sul risultato della pescata,non sempre positivo,anzi i fallimenti saranno molteplici,ma un bel giorno quando un 'altro cappotto è all’orizzonte,magari sull'ultimo lancio della giornata...........sbaaammmm....arriva l’attacco del pesce della nostra vita,che con una scodata poderosa fuori dall'acqua,ci fara' arrivare l'adrenalina a mille,e ci dara' sempre nuovi stimoli per tornare a pescare in mare,anche quando il tempo non e' proprio bellissimo.  

Sono emozioni che non si dimenticano tanto facilmente.

 

Per qualsiasi dubbio o info potete contattarci attraverso la pagina di Pescaplanet Megastore, e perchè no… magari venendo a pescare con noi…contattateci!!

 

Team Pescaplanet

 


 

 

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